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Bosa, centro principale della Planargia, è una pittoresca cittadina che sorge in un'invidiabile posizione sulle sponde del fiume Temo che, per un lungo tratto, è l’unico fiume navigabile della Sardegna ed è considerato il colore e l’anima di Bosa.
Le origini della città risalgono ai Fenici, in epoca medioevale, per sfuggire alla incursioni piratesche, il borgo si spostò alle pendici del colle di Serravalle sotto la protezione dei marchesi di Malaspina dello Spino Secco.
Il Lungotemo assieme al quartiere medioevale di “Sa Costa” alle numerose e splendide chiese e alcuni pregevoli palazzi e le “Sas Conzas”, ossia gli antichi edifici per la lavorazione delle pelli, contribuiscono ad arricchire l’eterno fascino di Bosa.
Il Castello dei Malaspina, costruito nel 1112, domina la cittadina di Bosa dal colle di Serravalle è isolato dalla città ma la tradizione narra che sia collegato alla cattedrale e alla chiesa di San Pietro da gallerie e corridoi sotterranei,
Del castello rimangono le torri e il muro di cinta al cui interno è rimasta in piedi la chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, costruita nel 300 dove si possono ammirare splendidi affreschi di scuola catalana.
Il quartiere medioevale di “Sa Costa” si è sviluppato intorno al colle dominato dal castello, il rione è caratterizzato da un intreccio di vicoli che seguono le curve altimetriche del colle e scalinate in trachite su cui si affacciano le case dai più diversi colori pastello, spesso decorate in trachite rossa, disposte verticalmente, a schiera, orientate verso nord; questo apparente disordine dell’architettura in cui si mescolano abitazioni povere e edifici di pregio rende il quartiere “Sa Costa” un centro tra i più originali della Sardegna.
Di fronte al borgo medioevale di Sa Costa, sulla sponda opposta del fiume Temo, si affaccia il pittoresco quartiere conciario di “Sas Conzas” complesso architettonico della Bosa ottocentesca, considerato monumento nazionale in quanto splendido esempio di archeologia industriale.
La Cattedrale di Bosa, dedicata alla B.V. Maria Immacolata, fu edificata lungo la sponda destra del fiume Temo vicino al Ponte Vecchio nel XV secolo, non ebbe da subito il titolo di cattedrale ma solo quando la chiesa divenne sempre più un punto di riferimento importante per la comunità sostituendo di fatto la Cattedrale di San Pietro.
La Cattedrale di Bosa è stata ristrutturata nell’ottocento in tardo stile barocco piemontese di cui conserva tutta la sua maestosità, tuttavia l’edificio religioso più importante e più conosciuto di Bosa rimane la ex Cattedrale di San Pietro, la cui costruzione iniziò nel XI secolo e proseguì sino al XIII, è la più antica chiesa romana della Sardegna edificata sui ruderi di un edificio più antico lungo la sponda sinistra del fiume Temo a circa 2 km da Bosa alla quale è collegata da una strada costeggiata da oliveti e agrumeti ed è raggiungibile anche in barca .
La via più importante di Bosa è Corso Vittorio Emanuele anticamente era chiamata “Sa Piatta” con i suoi antichi palazzi dove in passato vivevano le famiglie nobili di Bosa .
Il paesaggio dell’entroterra bosano è caratterizzato dalla coltivazione dell’olivo sui versanti collinari che costeggiano entrambe le sponde del Temo.
La valle è circondata da rilievi montuosi di origine vulcanica variamente stratificati, l’area costiera è caratterizzata da promontori e insenature pittoresche, con sabbia ricca di ferro e utilizzata per la cura dei reumatismi.
La flora e la fauna sono invece fortemente influenzate dalla presenza del fiume, Bosa è infatti considerata un area molto importante in quanto ospita molti esemplari di avvoltoio grifone, possibile presenza della foca monaca specie minacciata di estinzione e corallo nei fondali attorno a Capo Marrargiu.
Bosa vanta tradizioni manifatturiere molto antiche e di grande pregio, quali la “filigrana” le cui origini potrebbero essere imputabili agli stessi fenici che la fondarono, ancora oggi operano bravissimi artigiani capaci di creare gioielli di rara perfezione, rielaborando la tradizione in linee più moderne ed originali ed il “filet” che è una antica arte di ricamo tramandata di generazione in generazione di madre in figlia per creare pizzi bellissimi e molto rinomati in tutta la Sardegna.

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